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Published on aprile 29th, 2014 | by Il Birrafondaio

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Belgio, cercasi Monaci Birrai!

La Chiesa cattolica affronta da tempo una crisi di vocazioni, ma le conseguenze in Belgio rischiano di andare ben oltre i confini del contesto religioso. Fin dal medioevo, infatti, i monaci hanno svolto un ruolo chiave nella storia della birra e le varietà prodotte nelle abbazie trappiste, che appartengono ad una costola dell’ordine Cistercense, sono note in tutto il mondo. Il maggior numero di abbazie che producono birra, una piccola percentuale rispetto alle quasi duecento presenti nel mondo, si trovano in Belgio.
Ed è proprio dalle Fiandre che è arrivato un appello per la ricerca di monaci che possano contribuire al mantenimento di questa tradizione secolare. Proprio la crescente popolarità, infatti, ha messo in difficoltà il “sistema” trappista, visto che alla crescita della domanda le abbazie faticano a stare dietro. La carenza di vocazioni, e quindi di “nuove leve”, rende difficile mantenere il livello di produzione richiesto.

La Storia
I Monaci “trappisti” appartengono all’Ordine Cistercense della Stretta Osservanza, una costola dell’originale Ordine Cistercense, fondato nel 1626. Il nome deriva da Notre-Dame de la Trappe, dove è partita la riforma avviata da Armand-Jean le Bouthillier de Rancè. Inizialmente le regole per i monaci erano molto rigide, ma con il passare del tempo si ammorbidirono, permettendo l’avvio della produzione di birra e dando il via ad una lunghissima storia.
Oggi per essere definita “trappista” una birra deve rispettare quanto previsto da un rigido disciplinare che prevede l’obbligo di produzione all’interno di un’abbazia trappista e l’utilizzo dei ricavi a fini caritatevoli.

Una birra “papale”
Anche in Italia ci sono monaci che hanno scelto di dedicarsi alla produzione della birra e a Norcia c’è un monastero dove la produzione ha raggiunto quasi livelli “celesti”. La Nursia, prodotta dai monaci benedettini della località umbra, è infatti arrivata a dissetare i cardinali riuniti nell’ultimo conclave, quello che ha portato all’elezione di papa Francesco. Alle attività di preghiera e meditazione i religiosi hanno affiancato dal 2012 una produzione limitata di birra artigianale. In quello che era un tempo utilizzato come negozio di riparazioni e granaio, i monaci hanno installato un piccolo macchinario artigianale in grado di realizzare 700 bottiglie per ogni ciclo di produzione. A vegliare un affresco della Beata Vergine Maria su chicchi di orzo.
Il successo dell’operazione è stato immediato e, ad oggi, i monaci faticano a stare dietro alle richieste.

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