Ciak si Birra

Published on settembre 18th, 2014 | by Il Birrafondaio

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Animal House

Ciak si Birra è una rubrica che prova a studiare la birra nel cinema seguendone l’evoluzione del consumo, l’impatto sociale, il significato, non necessariamente profondo, delle scene nelle quali la nostra amata è coinvolta.
Studiare per conoscere, apprezzare e comprenderla oltre il colore, schiuma, sapore, per sentirla oltre i sensi, con la mente; così, gustando film dopo film, sorseggiandone le scene, con un pizzico di felicità in più, quello che ti da la conoscenza.

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Trama
Animal House (National Lampoon’s Animal House), è un film del 1978 diretto da John Landis. La pellicola vede la prima collaborazione tra il regista John Landis e l’attore John Belushi, che due anni più tardi, nel 1980, daranno vita insieme a Dan Aykroyd al mito dei Blues Brothers, un rapporto vincente che si tronca con la morte improvvisa dell’attore nel 1982.
Università di Faber, 1962. Larry e Kent, due giovani matricole, sono impazienti d’iscriversi a una delle varie confraternite (nel film dette fratellanze) del college. Rifiutati dalla “Omega Theta Phi“, composta da studenti ricchi e snob, capitanata dal cadetto militare Niedermeyer, vengono accettati dalla sgangherata “Delta Tau Chi“, composta solo da studenti ripetenti con voti infimi e una condotta disastrosa e da cui è bandita ogni regola sociale. L’audacia della loro goliardia non conosce limiti.

La rivalità tra le due fratellanze sfocia nel grottesco, dal cavallo di Niedermeyer, ucciso dallo sparo di una pistola a salve, a “Bluto” che spia Mandy, compagna del rivale, la quale, fingendosi ignara, improvvisa un sensualissimo spogliarello alla finestra. Seguono una seduzione “fraudolenta” della figlia del sindaco e quella della moglie del rettore.
Le autorità e la fratellanza Omega decidono di accanirsi contro la Delta per farla chiudere. “Bluto” e i suoi compagni decidono di ribellarsi rovinando la parata di fine anno, organizzando un colpo teatrale che getterà nel ridicolo i loro nemici.

Riflessioni
Non è un film, è un cult, e come tale va rispettato negli eccessi e nella simbologia. E’ il luogo dove la birra scorre come l’acqua dal rubinetto, creando momenti  goliardici da non poter essere descritti, altresì dove unisce profondamente oltre l’amicizia, facendo da sfondo all’eterna lotta fra i “creativi” e gli “snob” che e’ un punto importantissimo del film.
Nella leggerezza della vita, nel disincantato pensare ad un mondo diverso più buono, più umano, i nostri interpreti si muovono bevendo quasi esclusivamente birra, a volte sorseggiandola con eleganza, il più delle volte tracannandola, senza mai essere discinti, semplicemente strappati dentro, ad ogni sorso, comunque, approfondendo sempre di più la conoscenza di se stessi, sino al punto di reagire alle angherie, riportando il tempo su se stessi. Perché un sorso di birra in amicizia è come bere un po’ dalla fonte dell’eterna giovinezza, l’unione delle menti!

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