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Published on giugno 16th, 2017 | by Il Birrafondaio

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Luppolo.it, il nuovo progetto di ricerca del CREA verso una birra tutta made in Italy

Migliorare la sostenibilità e la competitività della filiera della birra italiana, partendo dalle materie prime. È questo l’obiettivo del progetto di ricerca Luppolo.it promosso dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e gestito dal CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria).

Il progetto vede coinvolte 10 strutture CREA dislocate sul territorio nazionale, che oltre al coordinamento svolgono attività che vanno dalla genetica, alla meccanizzazione, alla difesa fitosanitaria, agli aspetti qualitativi delle produzioni, fino alle analisi degli aspetti economico-strutturali legati alle filiere oggetto dello studio.

Tra i soggetti coinvolti c’è anche il Centro Appenninico del Terminillo, dove è stato costituito un campo collezione di ecotipi di luppolo autoctoni provenienti da diversi areali italiani, nonché numerose aziende dislocate sull’intero territorio nazionale di produttori, trasformatori e birrifici che hanno espresso una manifestazione d’interesse alle attività del progetto.

Luppolo.it mira a costruire un “percorso italiano” per la coltivazione del luppolo che, nelle intenzioni dei responsabili, se pienamente realizzato comporterà un’innovazione nella qualità delle materie prime e del prodotto finale, valorizzando il territorio nazionale come risorsa unica.

Queste le priorità individuate:

  1. Effettuare una mappatura delle aree vocate alla coltivazione del luppolo in funzione dei principali fattori pedoclimatici;
  2. Identificare le varietà internazionali di luppolo maggiormente diffuse in Italia, stimare la loro adattabilità ai diversi areali in termini agronomici e qualitativi, valutare l’impatto del post-raccolta sui principali caratteri qualitativi, nonché l’impatto sugli aspetti sensoriali della birra prodotta;
  3. Valutare la possibilità di introdurre una gestione meccanizzata del luppoleto in grado di ridurre l’apporto di manodopera nell’intero ciclo colturale del luppolo;
  4. Analizzare la variabilità genetica dei luppoli spontanei in alcune regioni d’Italia come fase propedeutica ad un futuro programma di breeding;
  5. Valutare lo stato fitosanitario dei luppoleti considerati, individuando le fitopatie ed i fitofagi diffusi e le varietà maggiormente colpite, al fine di definire opportune strategie di controllo e prevenzione degli stessi;
  6. Identificare e valutare orzi caratterizzati da buona qualità maltaria ed elevata capacità produttiva da impiegare insieme al luppolo italiano per la produzione di birre 100% Made in Italy;
  7. Analizzare le dinamiche economiche-strutturali della filiera brassicola artigianale favorendo processi di cooperazione fra gli attori del settore;
  8. Trasferire i risultati ottenuti agli stakeholders di settore.

 

È chiaro che se portato a compimento, il percorso previsto da Luppolo.it rappresenterebbe una vera e propria rivoluzione per il settore della birra italiano, non solo a livello artigianale, e per questo lo seguiremo molto da vicino.

Seguiteci, vi terremo aggiornati.

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