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Published on febbraio 2nd, 2016 | by Il Birrafondaio

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Australia, la strana storia della “beer economy”: quando la birra diventa la base dell’economia di scambio

Quante birre vale una collezione di fumetti? E una maglietta autografata del vostro sportivo preferito?

Quella dello scambio è la prima forma di economia di mercato nella storia dell’uomo. Questo sistema era alla base delle relazioni commerciali tra singoli individui e diverse comunità, ma è andato gradualmente scomparendo con l’introduzione del denaro. A quanto pare, però, non in Australia dove, grazie soprattutto al web, la “beer economy” è diventata un fenomeno sociale ed economico estremamente interessante. All’origine di tutto c’è il gruppo facebook “The Perth Beer Economy”, arrivato gradualmente a mettere in contatto oltre 55mila utenti pronti a scambiare oggetti e servizi con una quantità variabile di birra e di altri alcolici.

Il successo del gruppo, scrivono i media nazionali, ha portato alla nascita di una serie di iniziative simili che, con analoghe modalità, hanno contribuito a diffondere ulteriormente il sistema. La popolarità di “The Perth Beer Economy” ha inevitabilmente però attirato l’attenzione dei movimenti anti-alcol e della politica: il ministro ai Giochi e alle Corse dell’Australia Occidentale Colin Holth ha infatti sottolineato come si tratti di una pratica illegale: “Le persone che decidono di partecipare a questo tipo di transazioni devono sapere che si tratta di un’attività illegale nella Western Australia. Le invito ad pensare bene a quel che fanno”.

L’accusa rivolta al gruppo è quella di vendere alcol senza licenza. Un gruppo analogo nel Central Queensland è stato chiuso dalle autorità governative per la stessa ragione.

perthbeereconomy

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