Birre

Published on gennaio 26th, 2015 | by Il Birrafondaio

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Birrone Scubi

Articolo tratto da Una Birra Al Giorno

Finalmente arriva sulle pagine del blog anche il birrificio vicentino Birrone, del quale sino ad ora non ero mai riuscito a reperire nessuna bottiglia. Finalmente l’occasione è arrivata, ed ecco una breve ma doverosa presentazione del birrificio guidato da Simone Dal Cortivo, che lo apre nell’aprile del 2008 ad Isola Vicentina. Anche per Simone, proveniente da una famiglia di panettieri, l’apertura del birrificio è stato il grande passo compiuto dopo una decina d’anni di homebrewing e di viaggi in Germania, caratterizzati da formative esperienze con birrai tedeschi poi diventati amici. E proprio la Germania è la nazione che maggiormente influenza le produzione del Birrone: molte basse fermentazioni, molte ricette classiche (helles e bock, weizenbock e weizen) ma anche qualche concessione al di fuori dei confini tedeschi, come una lager brassata con il luppolo americano Cascade (Gerica), una porter genialmente chiamata “fuckín” (con l’accento sulla “i”, ovvero “facchino” in veneto) e produzioni one shot come IPA e oud bruin.
Nel 2013 il birrificio si è trasferito poco lontano in locali più capienti, nei quali è stato anche possibile allestire due sale con circa un centinaio di coperti dove le persone possono mangiare e bere. Dal 2011 il Birrone ha anche iniziato a raccogliere medaglie a Birra dell’Anno: regina indiscussa è stata la Scubi (ovvero la SCUra del BIrrone), una schwarzbier che dopo la medaglia d’argento del 2012 (Cat. 2: birre scure di ispirazione tedesca) ha conquistato l’oro nel 2013 facendo il bis nel 2014 (Cat. 4: ambrate e scure, alta e bassa fermentazione, basso grado alcolico, d’ispirazione tedesca).
 
All’aspetto è di colore marrone scurissimo, quasi nero, con qualche riflesso tonaca di frate; perfetta “la testa” di schiuma che si forma, compatta e fine, cremosisssima e molto persistente. Difficile non pensare al fatto che il birraio Simone proviene da una famiglia di panettiere quando si avvicina il naso al bicchiere: ci sono fragranti sentori di crosta di pane nero, cereali, orzo tostato e qualche richiamo di mirtillo. In secondo piano troviamo caramello e caffè, cioccolato, qualche sfumatura di cenere; l’aroma è molto pulito ed elegante. Le sensazioni nasali vengono riprodotte quasi in fotocopia in bocca: Scubi ha un corpo leggero ma riesce ad essere ugualmente morbida, con una carbonazione molto contenuta, senza nessun rischio di “annacquatura”. Ecco che ritrovo il pane nero, l’orzo tostato, il caramello, il caffè e la cenere, con ottima intensità e pulizia quasi esemplare. Il finale è corto, con un retrogusto di cioccolato, tostature e caffè  meno intenso della bevuta, come a calmare le acque e mettere la parola “fine” su un percorso gustativo davvero molto bello ed interessante. Birra che abbina alla perfezione semplicità e maestria, la scorrevolezza e la facilità di bevuta tipica delle birre tedesche con un’intensità ed un ventaglio di aromi e sapori che, a mio modesto parere, molti birrifici tedeschi si sognano di ottenere. Impietoso invece il confronto prezzi Italia-Germania, con un rapporto (per noi sfavorevole), di circa uno a cinque; ovvero, con il prezzo dell’italiana comprate, in Germania, circa cinque schwarzbier tedesche. Non è presente (male!) la data d’imbottigliamento sull’etichetta, ma per il resto Alles sehr gut!
Formato: 50 cl., alc. 5.4%, scad. 12/08/2014, pagata 5.00 Euro (beershop, Italia).

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