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Published on dicembre 27th, 2014 | by Il Birrafondaio

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Forbes: le strategie di Anheuser-Busch InBev per continuare a dominare il mercato

Il calo delle vendite di birra in buona parte del mondo, la crescita delle birre artigianali e in generale l’evoluzione di un mercato che a livello mondiale sta cambiando in maniera significativa stanno portando il gigante della birra Anheuser-Busch InBev, primo produttore mondiale, a modificare le proprie strategie in vista di un 2015 che si preannuncia complicato.

Questa l’analisi di Forbes, che dedica nella sua edizione on line un ampio report alle prospettive del principale produttore di birra al mondo, con particolare attenzione al mercato americano. Un contesto che, dal punto di vista birrario, è sicuramente più maturo rispetto a quello europeo ed italiano ma che può fornire delle indicazioni interessanti sull’evoluzione generale del settore anche nel nostro Paese. Ab InBev produce ogni anno circa 38 miliardi di litri di birra, quasi il 30 per cento dei quali sono venduti negli Usa. Proprio l’evoluzione del mercato statunitense, dunque, rappresenta per questo colosso la sfida più importante. Gli americani, infatti, negli ultimi anni hanno ridotto il consumo complessivo di birra (-6% tra il 2009 e il 2013) e sono sempre più orientati verso il mondo delle craft beer e verso prodotti di importazione. Attualmente il mercato americano vede le birre nazionali rappresentare circa il 78% del consumo, mentre quelle importate raggiungono il 14% e il settore delle craft beer si ferma all’8% (nel 1998 era poco sopra il 2,5%). Mentre però le prime registrano una costante diminuzione dei consumi, le birre importate e quelle artigianali continuano a crescere. Questo contesto ha determinato per Ab InBev un calo dei volumi di circa il 3,7% nell’ultimo quadrimestre e la tendenza, analizza Forbes, è quella di un’ulteriore caduta.

Per questo il colosso sta portando avanti una strategia di aggressione “a tenaglia” sul mercato lavorando ad una serie di acquisizioni sia tra i produttori stranieri più forti nell’ambito dell’export negli Usa, sia tra le principali realtà artigianali.

Ed è proprio quest’ultimo aspetto ad essere più interessante, soprattutto se si considera la reazione che queste manovre hanno suscitato tra i consumatori. Recentemente Ab InBev sembra essere intenzionata a “fare spesa” nel settore dell’artigianale: dopo Blue Point e Goose Island, ha infatti messo le mani sul birrificio dell’Oregon 10 Barrel Brewing. Non si tratta di acquisizioni in grado di modificare in maniera sostanziale i volumi produttivi, sottolinea Forbes, quanto di modificare gradualmente il proprio profilo concentrandosi su prodotti di alta qualità ed alto prezzo. Una scelta che dovrebbe portare in prospettiva ad un aumento dei profitti.

Tuttavia, come detto, c’è da fare i conti con la reazione dei consumatori e l’operazione 10 Barrel ne è la dimostrazione. Quando la notizia si è diffusa, infatti, i fan del birrificio dell’Oregon, capace di una produzione di 4,7 milioni di litri all’anno, hanno espresso tutto il loro malcontento pr una scelta che ritengono possa minare la qualità e la capacità di innovare e sperimentare del marchio artigianale. Un’ipotesi che potrebbe portare ad un calo dei consumi, ma anche a modificare l’immagine del mondo delle “craft beer” da parte del pubblico.

Dall’altra parte Ab InBev sta puntando molto sul settore delle birre d’importazione, in particolare aggredendo il mercato rappresentato dai consumatori di lingua ispanica e allargando l’offerta dei propri marchi messicani come Montejo e altri prodotti del Grupo Modelo che saranno lanciati negli Usa nel 2015.

Sullo sfondo rimane però un’operazione che potrebbe cambiare radicalmente lo scenario mondiale del settore, creando un gigante in grado di controllare quasi un terzo della birra venduta a livello globale. Stiamo parlando ovviamente dei rumors secondo i quali il prossimo “boccone” per Ab InBev sarebbe il principale rivale sul mercato, ovvero SabMiller. Secondo molti analisti e esperti, Anheuser-Busch starebbe infatti lavorando per reperire i finanziamenti necessari a sostenere l’operazione, che si calcola richiederebbe oltre 120 miliardi di dollari. Proprio questo rischio avrebbe portato SabMiller a tentare di rafforzare la propria posizione attraverso l’acquisizione di un altro colosso europeo, ovvera Heineken, ma l’offerta miliardaria è stata per ora respinta al mittente.

AbInbevstrategie2015

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