Ciak si Birra

Published on novembre 8th, 2014 | by Il Birrafondaio

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Gran Torino

Ciak si Birra è una rubrica che prova a studiare la birra nel cinema seguendone l’evoluzione del consumo, l’impatto sociale, il significato, non necessariamente profondo, delle scene nelle quali la nostra amata è coinvolta.
Studiare per conoscere, apprezzare e comprenderla oltre il colore, schiuma, sapore, per sentirla oltre i sensi, con la mente; così, gustando film dopo film, sorseggiandone le scene, con un pizzico di felicità in più, quello che ti da la conoscenza.

Trama
Gran Torino è un film del 2008 diretto e interpretato da Clint Eastwood.
Walt Kowalski è un uomo di origine polacca reduce della guerra di Corea, appena rimasto vedovo; ex operaio della Ford, vive in una tipica casa della periferia urbana americana, nella quale è ormai uno degli ultimissimi non asiatici rimasti. Il disprezzo razzista per gli immigrati asiatici lo rende particolarmente nervoso e suscettibile. A peggiorare la situazione è anche il pessimo rapporto che ha con i due figli: Mitch, quello che gli è più vicino, sembra in realtà interessarsi più ai suoi beni che alla sua persona. Walt è anche un uomo malato, tormentato dalla tubercolosi ma quello per cui soffre di più è un conflitto interiore che solo un religioso sembra intuire e provare a comprendere, il giovane padre Janovich. Il carattere scontroso e pugnace di Walt è però all’origine di un singolare avvicinamento alla famiglia dei suoi vicini di casa, di etnia Hmong, con la quale si è sempre guardato dall’imbastire il benché minimo rapporto.

Una sera, infatti, il giovane Thao subisce l’ennesima prevaricazione da una gang di teppisti, della quale fa parte anche un suo cugino, che vuole coinvolgerlo nelle proprie attività criminose ma Kowalski ristabilisce l’ordine, fucile alla mano, mettendo in fuga i giovani malviventi. Il suo gesto, appare un’azione coraggiosa e di grande valore agli occhi dei vicini e di tutta la comunità Hmong di cui fanno parte, un gesto compiuto in difesa di una famiglia debole alla quale manca una figura maschile e per questo sottoposta a continue vessazioni.

Così, il giorno seguente, il burbero anziano si vede recapitare una grande quantità di fiori e di specialità culinarie che lo irritano e imbarazzano, tanto da gettarne via una gran parte. Quando nei giorni seguenti vede la giovane Sue minacciata da tre afroamericani, interviene di nuovo, mettendo in fuga i malintenzionati e salvando la ragazza. Walt entra così definitivamente nelle grazie della famiglia e della comunità che sta imparando a scoprire.

Thao viene mandato a servire Walt per una settimana, come punizione per aver tentato, giorni prima, di rubare, come gesto d’iniziazione alla banda di teppisti, l’auto che Walt custodisce gelosamente nel suo garage: si tratta di una Ford Gran Torino, un bolide del 1972. Walt non può rifiutarsi di accettare i servigi del ragazzo anche se non ha idea di come impiegarlo. Questa sorta di convivenza forzata gli fa comprendere come i valori più profondi in cui crede si ritrovino più in questo ragazzo e nella sua famiglia, che non nei propri familiari o in altri “americani di oggi”. Walt finisce per prendere a cuore le sorti di Thao e gli procura un lavoro. I teppisti non accettano il gesto e aggrediscono il ragazzo. Kowalski, venutone a conoscenza, li raggiunge e, dopo averne pestato uno, li avverte di stare alla larga da quella famiglia. I giovani delinquenti, però, non demordono: quella stessa sera sparano raffiche di colpi contro la casa di Thao, lo feriscono lievemente e ne violentano poi la sorella Sue.

Walt fatica a reprimere la propria rabbia. Il giorno dopo, Thao, per organizzare la vendetta, va a casa dell’anziano amico, ma questi, per non fargli correre rischi, lo chiude a chiave in cantina con l’inganno e, dopo essersi tagliato i capelli, aver comprato un vestito nuovo ed essersi confessato, si reca dai teppisti ed affronta i sei giovani criminali. Quando infila la mano sotto la giacca, come a voler prendere un’arma, i teppisti lo uccidono; ma in tasca aveva solo il suo accendino. Gli assassini vengono finalmente arrestati, e Thao e la sua famiglia trovano finalmente un po’ di serenità e la possibilità di guardare con più fiducia al futuro.

In conclusione, alla lettura del testamento, dettato con il linguaggio colorito che gli era proprio in vita, si scopre che Walt Kowalski ha lasciato la propria casa alla Chiesa come avrebbe voluto la moglie, e la splendida Gran Torino a Thao, l’amico più fidato. Nella scena finale della pellicola Thao è alla guida della Gran Torino accanto al fidato cane di Walt Kowalski.

Riflessioni
È nella difficile interazione con la diversa umanità che popola il quartiere dove ha il suo villino, nella lotta ai soprusi dettati dalle bande, nel complicatissimo rapporto con la religione,
nel dare un senso  all’ esistenza  quando la persona amata per la vita ti ha lasciato per sempre, Che si svolge il film diretto e interpretato dal grande Clint Eastwood, ormai maturo nello spirito e nel fisico riesce a comunicare in modo diretto, potente il bisogno di introspezione, di andare in fondo sia nella vita che nell’anima.
Lo fa bevendo birra lungo tutto lo scorrere del film, mai ubriaco ma raramente senza una lattina o una bottiglia in mano, nella penombra, nella sua veranda ove si scorgono lattine aperte sul tavolo segno del tempo trascorso nella solitudine e nel dialogo interiore con la birra che rappresenta una figura di compagnia. Né ha fatta di strada l’ispettore Callaghan Per farci questo bel dono: una birra può dare un’introspezione ed un calore che può  andare oltre la solitudine , può essere il punto di partenza per condividerla con gli altri, la vita intendo!

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