Ciak si Birra

Published on settembre 4th, 2014 | by Il Birrafondaio

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Il Grande Lebowsky

Ciak si Birra è una rubrica che prova a studiare la birra nel cinema seguendone l’evoluzione del consumo, l’impatto sociale, il significato, non necessariamente profondo, delle scene nelle quali la nostra amata è coinvolta.
Studiare per conoscere, apprezzare e comprenderla oltre il colore, schiuma, sapore, per sentirla oltre i sensi, con la mente; così, gustando film dopo film, sorseggiandone le scene, con un pizzico di felicità in più, quello che ti da la conoscenza.

Trama
Il grande Lebowski (The Big Lebowski) è un film del 1998 diretto dai fratelli Coen, caratterizzato dalla loro singolare regia e da un cast molto ricco che comprende Jeff Bridges, John Goodman, Steve Buscemi, Julianne Moore, John Turturro, Ben Gazzara ed addirittura il compianto Philip Seymour Hoffman.
Los Angeles, anni novanta: Jeffrey Lebowski, detto “Drugo”, è un fannullone che vivacchia senza troppi problemi tra una partita di bowling con gli amici Walter e Donny, una fumata di marijuana e grandi quantità di White Russian e Birra. La sua vita disimpegnata è improvvisamente sconvolta dalla visita di due sicari, che solo in seguito all’aggressione capiscono di aver sbagliato obiettivo a causa di un’omonimia col sig. Lebowski, un ricco magnate. Prima di togliere il disturbo, i due killer non mancano di urinare sul tappeto di Drugo. Questi, convinto dal suo amico Walter, decide di farselo risarcire dal suo facoltoso omonimo: viene così coinvolto in un’intricata serie di vicende che lo invischiato, suo malgrado, in rapimenti e riscatti, in compagnia di artisti pazzoidi e giocatori di bowling che si credono delle divinità.

lebowski

Riflessioni
Non voglio attardarvi nella trama del film, né nella descrizione dell’autenticità e forza di recitazione del protagonista Jeff Bridge e dei suoi due amici John Goodman e Steve Buscemi, nello scrivere sento che avete  visto il film.
Insieme riviviamo la bellissima atmosfera che circonda il film, inebriata di amicizia, disincantata osservazione dell’assurdità del mondo, correttezza mentale nei voli pindarici che lo osservano nel modo più ampio possibile, trasandatezza fisica ma non spirituale, sempre pronti a discutere, migliorarsi, non a giudicare. Non importa se poi tutto viene annaffiato nei giri di birra bevuta insieme (nei momenti in cui Jeff Bridge non beve White Russian!), tanto non è per ubriacarsi ma per vivere insieme un altro momento di intensa e profonda riflessione sullo stato del mondo, e forse dell’universo!!
Questa è la grande lezione del film, quella di non voler insegnare nulla, per questo non solo lo ricordiamo ma in fin dei conti lo sentiamo in tanti momenti di convivialità che viviamo forse non troppo spesso.



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