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Published on luglio 31st, 2014 | by Il Birrafondaio

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Report Assobirra, settore schiacciato dal fisco: +30% delle accise in 15 mesi

In dieci anni, dal 2003 al 2013, l’accisa sulla birra è aumentata da 16,2 a 32,4 euro per ettolitro: il 93% in più, che supera in realtà il 96%, perché sull’accisa si applica anche l’IVA, salita nel frattempo dal 20% al 22%. Lo sottolinea il Report 2013 di AssoBirra, che evidenzia come gli aumenti abbiano subito una forte accelerazione a partire dall’ottobre 2013, a seguito dell’entrata in vigore di due decreti legge con “misure urgenti”, rispettivamente, in materia di beni culturali e di istruzione. Entrambi, infatti, dispongono l’aumento delle accise sulle bevande alcoliche, già soggette a questa imposta, come copertura economica di alcune voci di spesa. La normativa prevede un ultimo, forte aumento dell’accisa dal 1° gennaio 2015: il suo valore balzerebbe dagli attuali 32,4 a 36,5 euro per ettolitro. A quel punto, l’aumento sarebbe del +117,3% rispetto al 2003 (+121% considerando l’IVA). Ed in 15 mesi (ottobre 2013-gennaio 2015) l’accisa sarebbe aumentata di circa il 30%.

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PRESSIONE FISCALE

La tassazione della birra in Italia, si legge nel documento, è fra le più alte in Europa. In Germania, ad esempio, l’accisa sulla birra è pari a 9,4 euro per ettolitro, in Spagna a 9,9 euro: meno di un terzo dell’accisa italiana attuale e un quarto di quella prevista da inizio 2015. E questo – paradossalmente – in presenza di consumi di birra pro capite nel nostro Paese di tre o quattro volte inferiori. Il consumatore italiano che oggi compra al supermercato una birra da 66cl al prezzo di un euro, versa al fisco più di 40 centesimi. E con l’ultimo aumento previsto, il valore per questo tipo di birra salirebbe a 46 centesimi: quasi un sorso su due.

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