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Published on settembre 18th, 2015 | by Il Birrafondaio

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Sardegna, Progetto Microbee(r): Università e microbirrifici per far crescere la birra locale

La Sardegna ha notoriamente un consumo di birra tra i più alti in Europa, niente a che vedere con il resto del Paese, fanalino di coda del continente. La regione insulare è però sempre stata molto legata a un solo e uno marchio “storico”, per quanto ora di proprietà di una multinazionale. Negli ultimi anni qualcosa sta cambiando: con fatica, ma anche con qualità e inventiva, il mondo della birra artigianale sardo si sta conquistando i suoi spazi, senza perdere la sua identità storica e geografica e collaborando con successo con il mondo dell’università e della ricerca.

Ne è la riprova il progetto “Innovazioni microbiologiche per micro birrifici. Microbee(r)”, coordinato dalla professoressa Marilena Budroni dell’Università di Sassari, che ha come obiettivo primario favorire la produzione di birre artigianali e locali di qualità, attraverso l’utilizzo di materie prime e lieviti locali.

Grazie alla collaborazione tra il Dipartimento di Agraria dell’Ateneo e sei birrifici isolani, si aprono infatti nuove prospettive di sviluppo per il settore della birra artigianale, tra ricerca scientifica e trasferimento di innovazione tecnologica e imprenditoriale. Costa Ovest (S. Antioco), Luppolo & Birra (Guspini), Birrificio Nora (Oliena), Microbirrificio Lara (Tertenia), Birrificio P3 (Sassari), La Volpe e il Luppolo di Christian Frau (Simaxis) e l’Azienda Agricola di Michele Piras (Pozzo S. Nicola, Stintino) sono i birrifici e le aziende coinvolte, localizzate in diverse parti dell’Isola, da Nord a Sud.

“Il progetto vuole rafforzare una filiera capace di proporsi autorevolmente sui mercati con diverse tipologie di birre artigiane e locali di qualità – spiega Marilena Budroni – L’innovazione che abbiamo proposto alle aziende coinvolte è l’utilizzo di ceppi di lievito isolati e caratterizzati in Sardegna, e l’adozione di protocolli di trasformazione sostenibile che prevedono l’utilizzo di orzo coltivato nell’Isola, eventualmente certificato”.

I risultati del progetto saranno presentanti il prossimo martedì 22 settembre con un doppio appuntamento che prevede un corso di formazione, una serie di degustazione e musica dal vivo.

Il corso, destinato ai produttori che hanno partecipato al progetto, si svolgerà nel Dipartimento di Agraria in viale Italia a partire dalle 10.00. La sera, dalle 18.30 in poi, i risultati del progetto saranno presentati in piazza Santa Caterina. Concluderanno l’evento una degustazione guidata delle INNOVoBirre e la musica dei Dislocation Blues.

 

Gruppo di ricerca e finanziatori

Del gruppo di ricerca fanno parte anche il professor Quirico Migheli e i ricercatori Virgilio Balmas, Giacomo Zara, Annalisa Coi del Dipartimento di Agraria, per la parte economica Andrea Grimaldi e il Dott. Agronomo Antonio Demelas di Laore per la parte agronomica.

Il progetto è cofinanziato dall’Unione europea – Fondo europeo di sviluppo regionale e dalla Regione sardegna tramite i fondi INNOVA.RE.

 

marilena budroni confstampa

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