Interviste

Published on maggio 31st, 2014 | by Il Birrafondaio

0

Teo Musso: La passione non basta, serve la tecnica.

«Sono convinto che il movimento della birra artigianale sia destinato a crescere, ma per fare un ulteriore salto di qualità mancano delle figure tecniche. La passione e l’impegno sono fondamentali, ma senza l’adeguata preparazione sarà difficile fare quel passo in più».

A parlare è Teo Musso, anima di Baladin, la più importante realtà italiana in fatto di birra artigianale, recentemente premiata con il titolo di “Birrificio dell’anno” da Unionbirrai, l’associazione culturale in cui convergono la maggior parte dei microbirrifici italiani.

Musso è considerato uno dei “padri fondatori” del movimento italiano e oggi guarda con fiducia alle prospettive del settore.
«Il mercato crescerà esponenzialmente. In questi ultimi anni il numero dei produttori è aumentato con una rapidità impressionante, si è trattato di una sorta di epidemia. Il passaggio è stato molto netto: dai primi 15 anni, in cui questa realtà era limitata ad una nicchia, ad un piccolo gruppo di persone esperte, si è arrivati in breve tempo a suscitare l’interesse di un pubblico molto più ampio. Quello delle birre artigianali è un settore in continua espansione, pur rappresentando ancora una quota marginale del mercato, e i grandi gruppi industriali stanno cominciando a correre ai ripari».

Questo boom di piccole e piccolissime realtà artigianali è reale o rischia di essere una bolla destinata a scoppiare?
«Io non posso che essere contento che ci sia un fermento così importante attorno a questo fenomeno, anche se penso che la superficialità, purtroppo caratteristica di molti aspetti della realtà italiana, abbia fatto in modo che le birre artigianali siano diventate una sorta di moda».

Ma tutta questa offerta non rischia di disorientare i consumatori?
«Si, senza dubbio questo rischio c’è. Ma c’è soprattutto la possibilità di far avvicinare tante persone a questo mondo, anche se non ad una cultura approfondita, quanto piuttosto alla semplice scoperta del fatto che esistono “birre” e non “una birra”. Purtroppo, però, ho l’impressione che chi ha una conoscenza più approfondita di questa realtà, e che con il suo impegno ha contribuito a ridare dignità alla produzione italiana, tenda un po’ troppo a parlarsi addosso e a coltivare gusti e proposte ‘estreme’, piuttosto che aprirsi ad un pubblico che è sempre più vasto partendo dalle cose semplici, dalle basi».

Se si guarda al numero di etichette in circolazione, oggi in Italia l’offerta è estremamente ampia, ma a che livello si colloca qualitativamente la produzione italiana?
“Negli ultimi cinque anni la qualità media è cresciuta tantissimo, dopo che per 10-12 anni si era parlato poco di tecnica, lavorando in maniera sostanzialmente empirica, oggi ci si comincia a pensare e a produrre su un altro livello”.

Un livello che richiede però una preparazione tecnica specifica…
«Certo. Quello che manca in Italia è una scuola di formazione per tecnologi birrai. Penso ad un percorso universitario che formi degli ingegneri brassicoli, in grado di far fare un ulteriore salto di qualità alla nostra produzione. So di dire qualcosa che può suonare provocatorio, ma credo che su 700 birrifici che operano nel nostro Paese ci siano 5 tecnologi. E questo fa la differenza».

 

Baladin
Nato nel 1964 a Piozzo, nelle Langhe, Matterino Musso, per tutti Teo, viene da una famiglia contadina e fin dà subito mostra lo spirito del ribelle e del creativo. Comincia a bere birra per “sfidare” il padre che a tavola impone il vino delle vigne di famiglia, e quando nel corso di un viaggio all’estero scopre la Chimay tappo blu è amore a primo assaggio. Nel 1986 riapre una vecchia osteria di paese (Piozzo) e da così il via all’avventura Baladin. Ci vogliono dieci anni, e una lunga serie di esperienze lavorative e di vita in Belgio, prima che in un garage riadattato a laboratorio Teo produca le prime birre artigianali dando vita al brewpub Le Baladin. Da allora sono passati quasi vent’anni e il mondo Baladin ha continuato a crescere ed espandersi. E a sentire Teo, non è certo finita qui.

Produzione: 12.500 ettolitri/anno.
Prodotti Baladin: 30.
Referenze sviluppate nei vari formati: 150.
Sviluppo attività agricola relativa alla produzione dell’orzo: 130 ettari.
Sviluppo attività agricola sperimentale per la produzione del luppolo: 1 ettaro.
Addetti alla produzione: 12.

 

Tags: , , , ,


About the Author

è un portale di informazione a 360° sul mondo della birra artigianale. Notizie quotidiane su questo mondo, eventi, homebrewing, approfondimenti e tanto altro ancora attraverso il nostro sito, i nostri social e soprattutto sulla nostra rivista. PROSIT!



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to Top ↑