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Published on marzo 16th, 2015 | by Il Birrafondaio

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Usa, la craft beer raggiunge l’11% del mercato nazionale e i 35 milioni di ettolitri

Quasi 35,3 milioni di ettolitri prodotti, pari all’11 per cento del mercato e a poco meno del 20 per cento del fatturato globale del settore. Sono gli impressionanti numeri della “craft beer” americana nel 2014 secondo i dati preliminari diffusi dalla Brewers Association (BA), l’associazione che rappresenta i birrifici indipendenti americani.

Il report rileva una crescita della produzione del 18 per cento rispetto al 2013 per un valore al consumo di circa 19,6 miliardi di dollari.

Un risultato raggiunto anche grazie ad un aumento del 19% dei birrifici attivi, che sono nel complesso 3.464. Di questi 3.418 sono considerati “craft”, ovvero artigianali e indipendenti, ma nella concezione tutta americana del termine. Stiamo parlando di aziende che rispetto ai nostri microbirrifici sono dei colossi: negli Stati Uniti, infatti, un birrificio viene considerato artigianale se non produce più di 6 milioni di ettolitri e non è di proprietà, per una quota superiore al 25%, di un produttore industriale.

Un altro dato interessante è relativo al bilancio aperture/chiusure: nel 2014 hanno aperto i battenti 615 birrifici e hanno chiuso solo 46.

Anche sul fronte occupazionale il report fornisce indicazioni di segno ampiamente positivo: il settore impiega circa 155mila persone, 5mila in più dell’anno precedente.

Sono numeri davvero impressionanti, soprattutto se si considera che il settore nel suo complesso ha registrato un ben più modesto +0,5%., che hanno portato il chief economist dell’associazione Bart Watson a porre come obiettivo per il mondo delle “craft beer” il raggiungimento di una fetta di mercato pari ad almeno il 20% entro il 2020.

È chiaro che riportare queste cifre nella dimensione italiana ha un senso relativo: troppo più grandi i numeri di consumatori e di consumo, troppo più forte il radicamento che questo fenomeno si è conquistato negli anni. Quello che può essere interessante rilevare, però, è che nel nostro Paese finora, conti alla mano, il numero di produttori sta crescendo molto più rapidamente di quanto non lo facciano i consumi. La crescente attenzione intorno al mondo della birra artigianale però non si è tradotta, ancora, in un cambiamento nelle abitudini degli italiani.

Il rischio, evidente, è che tra tante etichette impegnate a conquistare un mercato così limitato, si finisca per creare una gran confusione e favorire solo chi ha le spalle più large e le risorse sufficienti per imporsi e non chi produce la birra migliore.

Cliccate sull’immagine per visualizzare l’intera infografica

ba2014

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